La luce come emozione e benessere

Accostare alla domotica Michelangelo Merisi, o Amerighi, noto come il Caravaggio,  il grande pittore “visionario” vissuto tra la fine del 1500 e il primo decennio del 1600,  può sembrare strano, o quantomeno ardito. Ma pensiamo che dalla metà del secolo scorso è stata riscoperta la grande modernità del grande talento artistico dalla vita tormentata. Una modernità dettata dalla scoperta che il Caravaggio ha vissuto la pittura con la consapevolezza di un visionario, e con la sua interpretazione della tecnica del chiaroscuro e dei suoi sapienti giochi di luce, ha anticipato l’uso della luce usata oggi per gli effetti speciali nelle produzioni fotografiche e cinematografiche. La luce, quindi, contrapposta al buio, in un gioco di contrasti che enfatizzano il racconto, come elementi opposti che si complementano mettendo in evidenza un fatto importante: la luce diventa protagonista del messaggio del pittore. Lo sfondo non esiste più. Ci troviamo davanti a un chiaroscuro enigmatico e inquietante che sollecita l’anima.
domotica2In questo senso, quindi, la domotica che utilizza il gioco delle luci e delle ombre per raccontare lo spazio in cui abitiamo, viviamo, ci rilassiamo, diventa uno strumento attraverso il quale i nostrio spazi possono creare emozioni  attraverso un gioco di luci capace di creare zone di ombre e luci ma rievocare anche ricordi passati. Si pensi alle feste di paese o di piazza, con le catenarie che non illuminavamo tutto lo spazio circostanza ma lasciavano spazi dove l’ombra creava suggestioni o evocava sentimenti.
Così come nei dipinti del Caravaggio, la luce diventa una sorta di “spotlight”, un riflettore sul palcoscenico che mette a fuoco dettagli e tematiche voluti dal pittore in un caso o dall’arredatore nell’altro. Un accostamento troppo ardito, forse, ma l’idea di fondo che dovrebbe guidare utilizza la domotica come completamento dell’allestimento di una casa privata, di un B&B o di una struttura più vasta, è proprio quella di utilizzare la luce come elemento naturale.
Se pensiamo in particolare a una struttura che deve accogliere clienti per i quali uno dei principali obiettivi è quello di sentirsi coccolati ed accolti , lo studio della luce diventa fondamentale per creare emozioni.
Quando la domotica deve intervenire in strutture particolari come sono i trulli o le antiche masseria, la tecnologia deve essere messa al servizio dell’idea artistica, in modo da integrare gli elementi illuminanti con l’ambiente e non creare dissonanze. All’uso di corpi illuminanti commerciali vanno quindi preferiti elementi di recupero, quali vecchie damigiane, antiche  lampade a campana, o qualsiasi oggetto che la fantasia dell’installatore o del gestore stesso sono in grado di individuare attraverso uno studio attento dell’ambiente circostante. L’elettronica utilizzata nella domotica deve quindi essere soltanto un mezzo di supporto per creare scenografie e risparmio energetico senza che essa stessa venga percepita dall’utente finale. In questo senso M&D Group è vicino al cliente con la professionalità e la tecnologia del suo brand iDomotic, fornendo proposte e  soluzioni con cui creare il giusto mix tra tecnologia e tradizione, al fine di evocare nell’ambiente atmosfere e situazioni che favoriscano il relax “giocando” con le luci e con le ombre.
Insomma, come in un dipinto del Caravaggio, la domotica deve saper sfruttare l’elettronica per creare luci, ombre ed emozioni senza essere percepita.
Una presenza discreta, invisibile agli occhi, ma percepita dalla mente e dall’immaginazione.